Madonna






Madonna in trono Sala 9
La sala è dedicata alla ricezione veneziana di una delle opere di svolta per la storia della pittura sacra: la Pala di San Cassiano (Vienna, Kunsthistorisches Museum), purtroppo non prestata per la mostra. Commissionata ad Antonello dal patrizio Pietro Bon per l'altare nell'omonima chiesa veneziana, ha avuto vicende assai travagliate: fu dapprima smembrata e poi subì la perdita di diversi frammenti di cui alcuni testimoniati da incisioni o opere come il San Sebastiano di David Teniers (1651 - 59) da Vienna, qui presente. Appena dipinta (1475-1476), la Pala divenne una delle opere d'arte più famose a Venezia. Destò subito fascino e ammirazione l'idea dello spazio figurativo unificato - otto santi raccolti attorno al trono della Vergine col Bambino sotto ad un arcone - che risultò essere unico e del tutto rivoluzionario nel panorama figurativo lagunare, caratterizzato quasi esclusivamente da dipinti d'altare a più scomparti. Le sue caratteristiche ammaliarono spettatori e artisti che tentarono di misurarsi con un testo difficile ma subito divenuto modello imprescindibile: tra questi Giovanni Bonconsiglio detto il Marescalco che riprende fedelmente il dipinto del messinese nel frammento della pala commissionata dal nobiluomo veneziano Gabriele Morosini della Sbarra (Vicenza) e Antonello da Saliba nella grande Madonna in trono di Catania.
Nella sala sono anche presenti altre opere degli eredi più stretti di Antonello: il figlio Jacobello, Antonello da Saliba, Jacometto Veneziano.

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