Madonna






Cristo alla Colonna Sala 8
La sala si apre con il confronto tra sette ritratti che testimoniano l'importanza avuta da Antonello nel genere da lui più amato e magistralmente esplorato. Negli esempi autografi del maestro qui esposti (conservati a Roma, Torino, Berlino) e appartenenti agli ultimi anni di attività, il pittore porta alla massima perfezione il modello tipologico fiammingo nell'acuta, ma perfettamente equilibrata, individuazione di dettagli fisionomici e caratteriali. Si assiste poi, nel dipinto di Berlino - firmato e datato 1478 - a un profondo rinnovamento del prototipo del ritratto quattrocentesco grazie all'inserimento, al posto del fondo neutro, di un'apertura paesistica, operata in largo anticipo sulle sperimentazioni dello stesso Bellini. Testimonianza dell'importanza del magistero di Antonello sono invece gli esempi di Alvise Vivarini e di Jacobello di Antonello, il figlio di Antonello, mentre ancora differenti appaiono le due opere presenti di Bellini, il Ritratto di giovane biondo di Roma e il Ritratto virile di Nivaagaard, in cui il veneziano mostra una vena ritrattistica attenta più agli esiti fiamminghi - nello specifico caso a Memling - che al messinese. Tipicamente belliniana è la tendenza a inserire l'effigiato contro uno sfondo di cielo azzurro che da al viso un'espressione di sereno distacco assai diversa dalla carica ironica tipica dell'impronta di Antonello. La seconda sezione della sala ospita, invece, tre meditazioni sul tema del Cristo morto. Fra queste il Cristo alla colonna del Louvre costituisce il punto di arrivo delle meditazioni di Antonello su questo tema, con l'ardita e originalissima scelta iconografica di rappresentare la sofferenze di un Cristo ancora sottoposto al martirio da un punto di vista molto ravvicinato. Mentre un'interpretazione altamente drammatica rispetto a quella, intensa ma posata, viene offerta da Bellini. Qui la temperatura espressiva della scena è accresciuta dal particolare taglio della composizione con le gambe del Salvatore collocate direttamente nello spazio dello spettatore.

Copyright ©2006 - Tutti i diritti riservati