Sala
7
Nella sala 7, ai due Ecce Homo di New York e di Piacenza di Antonello si affiancano due meditazioni sullo stesso soggetto uscite dai pennelli del fiammingo Petrus Christus e del vicentino Bartolomeo Montagna. Le due opere del pittore siciliano permettono di cogliere la svolta avvenuta nel suo stile attorno alla metà degli anni Settanta del Quattrocento. Se, infatti, l'Ecce Homo di New York, datato 1470, è portatore dell'intenso patetismo tipico dell'interpretazione fiamminga del tema, quello di Piacenza del 1475 rende conto del mutamento avvenuto, dopo il contatto con la scena artistica veneziana, in direzione di una forza drammatica ed espressiva tale da esercitare suggestione anche sui pittori successivi. La tavoletta - quasi una miniatura! - di Petrus Christus è dunque ottima interprete dell'approccio meditativo al tema dell'Ecce Homo studiato per favorire un'intima contemplazione, ed è in questo senso che coniuga i segni del martirio di Cristo con richiami al Giudizio Universale (gli angeli che reggono i gigli e la spada). E', invece, su di una stretta connessione con l'arte di Antonello che il vicentino Bartolomeo Montagna raggiunge il felice esito dell'ultima opera della sala, in cui il misurato realismo dei dettagli accentua l'intensità dell'immagine del Cristo dal corpo quasi asciugato dal dolore.