Madonna






Crocifissione di Anversa Sala 6
Sono qui riunite tre commoventi meditazioni di Antonello e Giovanni Bellini sul tema della Crocifissione. Portatrici di un'intensissima carica emotiva grazie alle ridotte dimensioni e alla destinazione privata, mostrano l'altissima qualità del dialogo tra i due grandi maestri negli anni tra il 1475 e il 1476, date del soggiorno veneziano del messinese. Stupefacente, quasi miracolosa, la qualità dei dipinti di Bellini che sottolinea tutta la drammatica verità della sofferenza di Cristo nella minuziosa autenticità dell'ambientazione paesaggistica, resa con realismo e felice ricchezza cromatica e luministica. Sono da cogliere a fondo tutti i dettagli: dai rivoli di sangue che corrono sul corpo del Salvatore, ai minuziosi tocchi di pennello che fanno rilucere l'acciottolato di fiume nel Crocifisso di Firenze, all'assoluta precisione ottica della straordinaria diversificazione botanica di fiori e piante, dell'innesto dei bracci della croce con le diverse venature del legno, delle dita contratte del Cristo nel Crocifisso di Prato. Di insuperabile altezza e cristallino controllo è la Crocifissione di Anversa di Antonello, firmata e datata 1475, ove il pittore manifesta tutta la sua genialità inventiva nell'aprire dietro il Golgota una veduta di vastissima ampiezza, costruita non secondo i canoni correnti ma con almeno due punti di fuga. Si rivela, inoltre, una consumata sapienza anatomica nelle figure, contorte e scorciate, dei due ladroni crocifissi accanto a Cristo.

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