Sala 4
Il percorso della sala 4 si apre con il misterioso e famosissimo Ritratto d'uomo di Cefalù di Antonello, noto a lungo come Ritratto d'ignoto marinaio - anticamente conservato a Lipari con l'inconsueta funzione di sportello di armadio da farmacia - che calamita l'attenzione dell'osservatore per lo sguardo diretto e ironico e l'enigmatico e indecifrabile sorriso.
Nella sala sono poi presentate una serie di opere che esemplificano il fecondo dialogo stilistico tra maestri attivi a Napoli - città/crogiuolo ove erano intensi i contatti con l'arte spagnola e provenzale - e in Sicilia. Ecco allora le cosiddette Madonna della Neve di Noto e Madonna della Grazia di Palazzolo Acreide del dalmata Francesco Laurana, realizzate dallo scultore in Sicilia dopo gli anni trascorsi a Napoli e in Provenza, e vicine all'arte di Antonello nella strutturazione geometrica delle figure e nella stilizzata eleganza degli ovali dei volti. Le sculture vengono offerte in dialogo con i polittici del messinese (finalmente ricostruiti in occasione di questa mostra) a rivelarci le diverse componenti della sua formazione. Spiccano sulla parete la Madonna con il Bambino e angeli reggicorona, San Giovanni evangelista (Firenze, Uffizi) e il San Benedetto (Milano, Castello Sforzesco) ove, pur nella divisione delle scene in scomparti, Antonello sceglie un'illuminazione unitaria, secondo i principi spaziali italiani, ispirandosi, invece, alla pittura provenzale nella pura definizione dei visi e nel gusto luministico con cui sono resi i metalli scintillanti e le stoffe luccicanti. Un'altra opera che ben esemplifica il percorso del pittore è il grande Polittico di San Gregorio di Messina, dipinto da Antonello nel 1473 e restaurato per questa esposizione. Al di là dell'arcaismo del fondo oro, vi si rivela la straordinaria e originale abilità acquisita dal pittore in fatto di prospettiva, a rendere visibile il punto di fuga al centro di una tavola ammantata dalla luce. Ed è sempre la luce che pone i risalto i mille dettagli, come la piccola cicatrice sul mento di Gregorio, che rende come viva e dotata di respiro la figura del santo, o la Madonna che sembra quasi invitarci a leggere il libro che realisticamente ci porge.