
Questa Madonna venne eseguita da Laurana per i baroni signori di Palazzolo Acreide e come quella di Noto rappresenta un maturo esempio delle riflessioni dello scultore dopo l'esperienza provenzale e napoletana. In particolare quest'esempio di Palazzolo costituisce forse la più alta meditazione di Laurana sul trattamento della superficie, il cui scopo non è più quello di ottenere un lieve effetto chiaroscurato ma di puntare alla massima levigatura dei volumi, dalla perfetta astrazione formale. A testimonianza della grande suggestione esercitata dalla rarefatta perfezione dell'arte dello scultore sui contemporanei, va annotato come lo stesso Federico da Montefeltro, colpito dalla maestria di Laurana, si sia deciso proprio durante un viaggio napoletano (1474) a commissionare allo scultore il ritratto della propria moglie Battista Sforza, in cui l'artista dalmata arricchirà le note componenti della sua esperienza con una proficua meditazione sull'arte di Piero della Francesca.