
Come recita il cartellino, l'opera fu realizzata nel 1480 dal figlio di Antonello, Jacobello, che definisce addirittura il padre no umani pictoris, forse a testimonianza delle minori qualità artistiche di cui egli si sentiva dotato. Alla morte del padre, Jacobello si assunse dunque il compito di portare a termine le opere rimaste incompiute per la precoce scomparsa del maestro messinese, ma il suo catalogo è ancora oggetto di discussione, essendo questo l'unico pezzo firmato. L'opera denuncia con evidenza le sue carenze, quali una certa difficoltà nella resa degli scorci delle mani e complessivamente una certa goffaggine e durezza di segno. Ciononostante, la tavola presenta motivi di interesse come testimonianza delle ultime elaborazioni di Antonello, negli anni che coincidono con il ritorno a Messina, dopo il soggiorno veneziano.