
Questo stupendo dipinto di Giovanni Bellini, rimasto a lungo quasi ignoto
poiché conservato in una collezione privata, è uno dei
più alti esempi della meditazione del pittore sul drammatico
tema. L'elemento che più colpisce dell'opera è
la magistrale resa del paesaggio, tratteggiato con un poetico realismo
e definito fin nei minimi particolari; a partire dagli edifici di fondo,
tutti riconducibili a città reali e in particolare Ancona, Venezia
e Vicenza, fino alla minuta descrizione botanica delle piante, di cui
sono state identificate ben trenta diverse specie. Nonostante la datazione
accettata sinora si sia sempre attestata intorno ai primi del Cinquecento,
sarà forse opportuno retrocederla di due decenni, alla fine degli
anni '70, per rendere conto della vicinanza con il senso panico
della natura espresso da Bellini in opere di quegli anni, come l'Estasi
di san Francesco della Frick Collection di New York.