
La critica ha lungamente discusso sull'identificazione della figura
femminile rappresentata in questa tavola, di volta in volta ritenuta
una Santa Eulalia o una santa Rosalia per la rassomiglianza degli attributi
iconografici. Anche la paternità dell'opera ha scatenato numerose controversie,
benché ora gli studiosi siano inclini a sottolinearne le componenti
iberiche, evidenti nelle pieghe geometrizzate delle vesti degli angeli
e il ductus lineare, che richiamano in particolare i modi del pittore
spagnolo Bartolomé Bermejo. Gli esami riflettografici e radiografici
eseguiti in occasione della mostra hanno messo in luce l'esistenza,
sotto la pellicola pittorica, di un elaboratissimo disegno che presenta
la facciata di una chiesa gotica e un san Michele Arcangelo che combatte
col demonio. La presenza di questo disegno, evidentemente preparatorio
per un'altra opera, che nulla ha a che spartire con lo stile e le tecniche
di Antonello, fa ulteriormente propendere per un'ascendenza iberica
della tavola in questione.