
Il dipinto raffigurante San Sebastiano (Dresda), oggi ritenuto uno dei
capolavori tardi di Antonello, era anticamente attribuito a Giovanni
Bellini, fino alla scoperta della firma apposta dal messinese, emersa
dopo l'asportazione di alcuni ritocchi. L'opera, di committenza veneziana,
era stata ordinata dalla Scuola di San Rocco in seguito a un'epidemia
di peste, nel 1478 (e Antonello deve averla terminata entro il febbraio
1479, momento della sua morte), ed era previsto venisse affiancata dalle
rappresentazioni di San Cristoforo e San Rocco, affidate ad altri artisti.
Nella consapevolezza di doversi confrontare con l'arte veneziana, Antonello
raccoglie la sfida dimostrando le proprie capacità nella rappresentazione
prospettica: sceglie dunque di ambientare la scena in una veduta urbana
- in cui è riconoscibile Venezia -, creando l'impressione di profondità
spaziale attraverso la decorazione geometrica del pavimento - illusione
accentuata dal frammento di colonna in primo piano - e individuando
con precisione il punto di fuga dietro al polpaccio destro del santo.