
Il Ritratto d'uomo di Pavia è firmato da Antonello, secondo
una consuetudine tipicamente fiamminga, sul parapetto che separa l'effigiato
dallo spettatore; oltre a essere probabilmente la prima volta che questa
pratica compare in un dipinto dell'artista, va notata come l'iscrizione
sia direttamente incisa invece di essere apposta su di un cartellino
applicato sul parapetto, secondo una modalità che rimanda alla
pittura di van Eyck. La stretta vicinanza allo stile delle Fiandre ha
fatto a volte vacillare, nonostante la firma, l'attribuzione ad
Antonello, a causa anche del pessimo stato di conservazione dell'opera.
La datazione del dipinto si basa essenzialmente su considerazioni relative
all'abbigliamento del personaggio, molto particolare per il tipo
di giubbone, dal collo simile ad un cappuccio, e per il cappello a tronco
di cono, utilizzato dai fiamminghi, che rimandano alla moda degli anni
Sessanta.