
Il ritratto di Madrid rappresenta uno degli esempi di più vivace
intensità e definizione espressiva nella produzione di Antonello:
non solo per la tipica precisione realistica del pittore, ma anche per
il punto di vista molto ravvicinato, che rende lo sguardo del giovane
particolarmente incisivo e coinvolgente. Il dipinto è firmato
secondo una consuetudine riconducibile alla pittura fiamminga, ovvero
tramite l'incisione diretta del nome del pittore - in sostituzione
del finto cartellino incollato - sul parapetto dietro cui si trova l'effigiato.
La datazione proposta per il dipinto è all'aprirsi degli
anni '70, in considerazione del particolare copricapo a "zuccotto"
indossato dal ritrattato, che segue la moda degli anni Sessanta del
secolo.