
Come risulta immediatamente evidente, la pala è stata pesantemente decurtata.
Commissionata nel 1475 dal patrizio Pietro Bon per un altare laterale
della chiesa di San Cassiano a Venezia, l'opera fu divisa in cinque
parti nel corso del XVII secolo, due delle quali sono a tutt'oggi disperse.
Quanto rimane consente comunque di comprendere il supremo fascino del
dipinto, che all'epoca ebbe un impatto dirompente sul panorama artistico
lagunare. Particolare sin dall'impostazione di uno spazio unificato,
in un momento in cui le pale d'altare erano quasi esclusivamente costruite
a scomparti, la Pala di San Cassiano colpisce l'osservatore per la fastosità
visiva delle vesti, dall'impeccabile resa materica, per le trasparenze
- bellissimo il brano del bicchiere trasparente retto da santa Lucia
- e gli accesi riflessi dorati. Fondamentale importanza pare aver
avuto, per la genesi dell'impianto spaziale dell'opera, la pala di Giovanni
Bellini un tempo esistente nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo,
purtroppo andata distrutta in un incendio nel 1867.