
La tavoletta conservata a Messina, dalla contestata attribuzione ad
Antonello, viene a ricoprire il ruolo di apertura del catalogo del pittore.
Il giudizio sull'opera è sempre stato molto controverso anche a causa
del cattivo stato di conservazione, in particolare del lato con il Cristo
in pietà, consunto dai baci di un fedele che aveva desiderato il dipinto
per esigenze di devozione privata. Alcuni elementi del recto con la
Madonna rimandano alla fase giovanile della pittura di Antonello, come
la trattazione dei manti, che fanno pensare al maestro Colantonio, o
i nimbi in rilievo - simili a trafori architettonici - delle figure,
che si producevano nella bottega del padre del messinese, oltre ad alcuni
elementi tipici del pittore quali l'uso del parapetto e un concetto
maturo di spazialità, apprezzabile però solamente nel recto con la Madonna.
Non
è dato però sapere se la bidimensionalità della rappresentazione di
Cristo sia volontaria o condizionata dalla consunzione.