
Le raffigurazioni dei tre dottori della chiesa - mancando il
quarto, sant'Ambrogio -, sono inserite in tre cuspidi che costituivano
plausibilmente la parte superiore di un polittico oggi perduto, anche
se è stata avanzata l'ipotesi che appartenessero al polittico
di San Gregorio, grazie ad affinità nella costruzione spaziale.
Aspetto che fa propendere per una datazione prossima al complesso messinese.
Qualche studioso ha proposto di vedere la mano di un collaboratore per
presunti scadimenti di qualità all'interno delle tavole,
in realtà assai prossime a realizzazioni contemporanee di Antonello
mostrandoci il pittore nel delicato passaggio da un tecnica globalmente
a tempera ad una più prettamente ad olio.