Madonna



Galleria delle opere

Ecce Homo (recto), San Girolamo nell'eremo (verso)

Antonello da Messina
tempera grassa (?) su tavola, cm 19.5 x 14.3,
New York, collezione privata (Wildenstein?)

Ecce homo Anche in questo caso, come per la tavoletta di Messina, il giudizio sul dipinto è compromesso dallo stato di conservazione dovuto alla devozione privata, cui rimanda anche l'associazione tra i due soggetti, tipica di dipinti con questa destinazione, poiché il dolore di Cristo era rispecchiato dalle sofferenze autoinflitte da san Girolamo nella penitenza. L'opera è uno dei più profondi esempi di intima e sentita meditazione sul tema delle sofferenze di Cristo, in un'immagine che in qualche modo prelude alle successive versioni dell'Ecce Homo; tale risultato è ottenuto,San Girolamo nell’eremo oltre che grazie al realismo dei particolari, con l'espediente figurativo di inclinare la testa del Salvatore verso lo spettatore, quasi a costringerlo ad un muto dialogo con il suo dolore, particolare che sottrae la rappresentazione a qualsiasi effetto di fissità a volte presente in tali raffigurazioni. Stretti sono i legami con l'arte fiamminga - si veda la scelta di incidere sul parapetto la scritta "INRI", quasi un richiamo dalla ritrattistica -, visibili anche nel roccioso e desolato paesaggio, che ricomparirà anche nelle Crocifissioni di Antonello.

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