
Per molto tempo le ridotte dimensioni della tavoletta hanno erroneamente portato a pensare che essa fosse stata decurtata nell'estremità inferiore e che in origine ci fosse un parapetto a separare visivamente il Cristo dall'osservatore. L'opera è in eccellenti condizioni conservative, così che possiamo coglierne appieno la suprema bellezza: un'incredibile raffinatezza di tocco delinea infatti ogni singolo capello, la barba, le stille di lacrime perfettamente trasparenti, il cavo scuro della bocca, entro cui si intravedono la lingua e i denti. Di tutto il catalogo di Antonello, questo dipinto è forse quello caratterizzato dal maggior impatto emotivo, al punto che sembra quasi poter udire un gemito di dolore e angoscia sfuggire dal petto del Cristo, colto mentre le torture sono ancora in atto e non, come nell'iconografia più classica dell'Ecce Homo, nel momento subito successivo, quando egli viene esposto alla folla.